Uno schiavo solo nella notte, Amphitruo (153-202), Plauto

Traduzione

SOSIA  Quale altro uomo è più audace o temerario di me?
Visto che conosco le abitudini dei giovani e che me ne vado in giro tutto solo a quest’ora di notte?
Cosa farei, allora, se le guardie mi cacciassero in prigione?
Domattina mi tirerebbero fuori come da una dispensa per servirmi alla frusta,
e non potrei dire una parola in mia difesa né ricevere aiuto da parte del mio padrone
tutti, nessuno escluso, penserebbero che mi meriti la punizione.
Così, neanche fossi un’incudine, otto uomini muscolosi percuoterebbero me sofferente.
Così, venendo da fuori (della città)
Sarei ospitato a spese pubbliche
Questa mancanza di riguardi del padrone mi ha spinto malvolentieri qui dal porto a quest’ora di notte.
Non poteva aspettare che facesse giorno?
Per questo è dura fare lo schiavo di un ricco,
Per questo lo schiavo di un ricco è più sfortunato:
c’è sempre da dire o da fare, notte e giorno,
quanto basta e anche di più per non avere mai un attimo di riposo.
Il padrone ha un patrimonio di cose da fare, ma di fatica da spendere non ne ha un soldo,
qualunque cosa capiti che gli piaccia, pensa che si possa fare:
crede che sia giusto. [Crede che sia possibile tutto ciò che gli gira per la testa]
E nemmeno penserà che ordini il giusto o forse l’ingiusto.
Quindi sulla servitù cadono molte ingiustizie:
il fardello dobbiamo tenercelo e portarlo con tutte le caratteristiche.
MERCURIUS  Sarebbe più giusto che fossi io a lamentarmi in quel modo della schiavitù:
Io che fino ad oggi sono stato libero,
sono stato ora ridotto in schiavitù da mio padre.
E lui che è nato schiavo, ha la faccia di lamentarsi!
SOSIA  Sono davvero uno schiavo da prendere a scudisciate. Forse non mi è passato subito per la testa
Di fare, al mio arrivo, una preghierina agli dei per ringraziarli del loro aiuto?
Certo, se loro, per Polluce, volessero ripagarmi per come li ho trattati,
inviassero qualche uomo che venga da me e gli spaccherò il muso ben bene,
poiché le cose che mi hanno fatto bene le ho considerate senza la giusta gratitudine e come se non valessero nulla
MERCURIUS  Quello lì si comporta in modo diverso dal solito, sicché sa cosa si merita
SOSIA  Non ci avrei mai creduto! E chi altro in città avrebbe immaginato che sarebbe successo?
Affinché tornassimo a casa.
Il vincitore sconfitti i nemici ritorna a casa,
dopo aver concluso il grande duello e dopo aver sterminato i nemici.
Quella città che ha inflitto molti aspri lutti al popolo tebano è finalmente caduta
Espugnata dal coraggio e dalla forza dei nostri soldati
E soprattutto dal comando e dalla fortuna del mio signore Anfitrione.
Egli ha colmato i suoi compatrioti di bottino, terre e onori,
rinforzando pure il regno di Creonte e di Tebe.
Egli mi ha mandato avanti dal porto a casa per annunciare queste cose a sua moglie,
come ha condotto gli affari di stato con la sua guida, il suo comando e la sua buona sorte.
Come glielo racconterò quando sarò a casa?
Se mi scappa qualche bugia non è la fine del mondo, dato che ci sono abituato.
Il guaio è che nel culmine della battaglia io ero nel culmine della fuga.
Be’ farò finta di esserci stato, nella mischia, e racconterò quello che ho sentito.
Ma come devo parlare? Voglio pensarci un momentino. Ecco, comincerò così.