Ritratto di Catilina, Bellum Catilinae (5,1-8), Sallustio

Lucio Catilina, nato da una nobile famiglia, fu di grande energia sia nell’animo che nel corpo, ma di indole malvagia e perversa. A costui, sin dall’adolescenza, furono gradite le guerre intestine, gli omicidi, le rapine, la discordia tra cittadini, e in questa situazione volle trascorrere la sua età matura. Possedeva un fisico che sopportava la fame, il freddo e la mancanza di sonno al di sopra di quanto si possa immaginare. Aveva un animo audace, meschino, mutevole, simulatore e dissimulatore di ogni cosa; era desideroso delle cose altrui, (ma) prodigo delle sue; ardente nei desideri; possedeva abilità oratoria a sufficienza, ma poco senno. Il suo animo arido desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. Dopo la dittatura di L. Silla lo aveva invaso la brama di impadronirsi dello Stato e, pur di ottenere il regno, non si faceva scrupolo dei modi per conseguire il suo scopo. Il suo animo fiero sempre di più giorno dopo giorno era travagliato dalla povertà del patrimonio e dalla consapevolezza del misfatto, cose entrambe che egli aveva accresciuto a causa delle qualità che ho ricordato in precedenza. Inoltre lo incoraggiavano i costumi corrotti della città, che la lussuria e l’avidità, mali pessimi e diversi tra loro, affliggevano (oppure: Inoltre lo incoraggiavano i costumi corrotti della città, afflitti da mali pessimi e diversi tra loro quali la lussuria e l’avidità).