La reazione di Cesare, De bello Gallico (IV,14), Cesare

Formata una triplice schiera e terminata una marcia di otto miglia, giunse all’accampamento dei nemici prima che i Germani potessero rendersi conto di quanto stava accadendo. E questi atterriti improvvisamente da tutte le circostanze,

ossia dalla velocità dell’arrivo dei nostri e dall’allontanamento dei loro, si trovavano in confusione sul da farsi non essendo stato loro concesso il tempo né di prendere una decisione né di impugnare le armi, se fosse meglio condurre le truppe contro i nemici o se difendere l’accampamento o se invece salvarsi la vita con la fuga. E mentre la loro paura era segnalata dall’agitazione e dal correre qua e là, i nostri soldati incitati dalla slealtà dei giorni precedenti irruppero
nell’accampamento.  E in questo luogo coloro che poterono prendere le armi velocemente si opposero per poco tempo ai nostri e attaccarono battaglia tra carri e provviste; ma la restante moltitudine di donne e bambini (infatti avevano lasciato la loro patria con tutti i loro familiari e avevano attraversato il Reno) cominciò a fuggire da ogni parte, contro alla quale Cesare inviò la cavalleria per braccarla.