Cesare teme un’alleanza tra Galli e Germani, De bello Gallico (IV,5), Cesare

Informato di queste cose e temendo l’incostanza dei Galli, per il fatto che sono facilmente influenzabili nel prendere decisioni e (per il fatto che) sono avidi di cambiamenti, riteneva di non poter fare alcun affidamento su di loro. E’ abitudine dei Galli costringere i viaggiatori a fermarsi anche contro la loro volontà e domandare che cosa ciascuno di essi abbia sentito o saputo su qualsiasi argomento; e nei villaggi (è abitudine dei Galli) che la gente circondi i mercanti e li costringa a raccontare da quali regioni vengano e quali cose abbiano appreso lì. Scossi da questi fatti e voci pubbliche prendono decisioni sulle questioni spesso più importanti, delle quali è inevitabile che ben presto si pentano, poiché si fidano ciecamente di vaghe dicerie e (poiché) la maggioranza dà risposte fittizie per far loro piacere.