Analisi del capitolo 33 de I promessi Sposi

Sintesi

Mentre torna a casa dopo una serata di divertimenti, don Rodrigo si sente assalire dal malore. Nella notte è tormentato da un incubo minaccioso e doloroso in cui compare la figura di padre Cristoforo, e al risveglio scopre con orrore su di sé i segni della peste. Manda allora il Griso a chiamare un dottore compiacente, ma il suo servitore torna con due monatti, e partecipa insieme a loro a depredare la casa del padrone, mentre don Rodrigo, ormai fuori di sé, viene gettato sul carro degli appestati per essere condotto al lazzaretto. Il giorno seguente lo stesso Griso cadrà fulminato dalla peste.

Il racconto si sposta su Renzo. Al paese di Bortolo, il giovane si è ammalato di peste, ne è guarito e ora ne è immune. Approfittando delle condizioni di disordine decide di rientrare nello stato di Milano per andare in cerca di Lucia. Renzo si mette in cammino, e ben presto giunge al paese, dove la peste ha seminato la morte. Incontra don Abbondio, che lo accoglie con diffidenza e ostilità e gli riferisce della morte di molti, fra i quali Perpetua, e trova la sua casa devastata. Riceve quindi ospitalità presso un amico. Dall’amico ha notizie sui casi di Lucia e sul suo domicilio in Milano, quindi il giorno dopo si avvia verso la città.

Analisi del testo

Dopo la lunga sezione storica dedicata alla relazione sulla peste, la vicenda centrale del romanzo riprende con due episodi che determinano la struttura del capitolo:

  • Don Rodrigo si ammala di peste;
  • Renzo, scampato alla peste, rientra al paese e inizia la ricerca di Lucia.

La storia comincia a ricomporsi. Avvicinandosi all’ultima parte del romanzo, il narratore comincia a creare situazioni che rendano possibile un felice scioglimento dell’intreccio: la malattia di don Rodrigo rimuove il principale ostacolo al matrimonio, e il ritorno di Renzo costituisce un’azione concreta verso la soluzione dei problemi.

Negli ultimi capitoli abbiamo assistito a una lunga dilatazione del tempo: dal dicembre del 1628 a questo agosto 1630 non abbiamo saputo quasi più nulla dei personaggi. ora la narrazione torna ad una più circostanziata relazione degli avvenimenti, e si accorcia la distanza fra tempo della storia e tempo del racconto: siamo alla fine di agosto quando don Rodrigo si ammala, e negli stessi giorni Renzo si avvia al paese.

Il capitolo contrappone a distanza i due principali antagonisti dell’opera, on Rodrigo e Renzo, confermati nelle loro caratteristiche essenziali: il primo come figura scellerata e violenta anche nella drammatica emergenza della peste, incapace di modificare comportamenti e pensieri; il secondo che interviene nella storia con energia e azioni dinamiche. Ricompare sulla scena don Abbondio, segnato ma sopravvissuto alla peste, sempre timoroso e diffidente, attento solo alla propria salute. Muoio a causa della peste Perpetua, il Griso e il conte Attilio.

Nell’incubo di don Rodrigo si riassumono  il dramma della peste e il dramma della colpa, in una vita segnata dalla malvagità e ora posta di fronte al giudizio della morte. Il “cattivo” viene punito, interviene la Provvidenza e il bene trionfa sul male. Tema marginale ma sostanziale del romanzo è infine l’amicizia, che trova in questo capitolo la sua principale manifestazione nell’incontro fra Renzo e l’amico d’infanzia che lo ospita al paese.