Analisi del capitolo 15 de I promessi Sposi

Sintesi

Renzo è ormai stordito dal vino. L’oste che lo accompagna in stanza, e dopo un ultimo vano tentativo di fargli dire nome e cognome, lo mette bruscamente a letto. Renzo si addormenta subito e profondamente. L’oste si reca al palazzo di giustizia per denunciare la presenza di Renzo, ma qui già sanno di lui per la delazione della falsa guida. Fervono intanto i preparativi polizieschi per la giornata successiva, che si pensa nuovamente agitata da sommosse e saccheggi. La mattina presto, Renzo viene svegliato da un notaio criminale e da due sbirri che lo vogliono portare in prigione. Renzo, perplesso, prende tempo nel vestirsi, poi capisce la situazione e percepisce il timore dei poliziotti rispetto alla gente in strada. Intanto, il notaio criminale tenta di rabbonirlo con ipocrita cortesia. Legato per i polsi, Renzo scende in strada fra due sbirri e il notaio, ma qui comincia ad ammiccare ai passanti, e infine chiede a voce alta il loro aiuto in nome della comune causa popolare: la gente si fa intorno ai poliziotti con aria minacciosa, e li mette in fuga. Renzo è libero.

Tempo

Sera dell11 Novembre – mattina del 12 Novembre 1628.

Luoghi

Osteria della luna piena – palazzo di giustizia.

Personaggi

L’oste – Renzo – il capitano di giustizia – il notaio criminale e due sbirri – folla di passanti.