Analisi del capitolo 13 de I promessi Sposi

Sintesi

La massa popolare in sommossa si accalca minacciosa intorno al palazzo del vicario di provvisione, barricato con mezzi di fortuna, e si accinge a dare l’assalto scardinando porte e finestre: i dimostranti più furiosi sono intenzionati a linciare il magistrato. Renzo, presente e partecipe alla calca, disapprova esplicitamente gli eccessi violenti e facinorosi, e cerca di richiamarli a più pacifici e ragionevoli comportamenti: rischia così di attirarsi la furia della folla. Proprio quando le cose sembrano volgere al peggio, giunge notizia che il gran cancelliere Ferrer sta venendo di persona a prelevare il vicario di provvisione per recarlo in prigione. La sua carrozza sta sopraggiungendo, cercando a fatica di farsi strada tra la folla. Renzo, insieme ad altri più ragionevoli paesani, si prodiga ad aprire la strada a Ferrer, per evitare che la sommossa si trasformi in atti di più grave violenza: grazie a questo intervento e alla sua abile diplomazia, l’alto magistrato riesce ad avanzare. Giunto con grande fatica alla porta del palazzo, Ferrer fa salire sulla carrozza il vicario di provvisione, promettendo al popolo di fare giustizia: riesce così a portare in salvo il terrorizzato funzionario, tra la soddisfazione dei più moderati dimostranti e la rabbia dei facinorosi.

Tempo

Pomeriggio dell’11 Novembre 1628.

Luoghi

Casa del vicario di provvisione – Spiazzo davanti alla casa.

Personaggi

Il vicario di provvisione – la folla – Renzo – i soldati – il gran cancelliere Antonio Ferrer.